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Donna, oggi ti regalo il rispetto

Ciao a tutte! Oggi è l'8 marzo, la Giornata internazionale della donna, e proprio per questo, come vi avevo anticipato tempo fa, ho pensato di scrivere un post a tema, non tanto per smielare o sparafrasare sul fatto che dobbiamo essere festeggiate tutti i giorni, ma per ricordare. 
Ho fatto alcune ricerche per conoscere meglio la storia di questa giornata, che da molti viene citata in relazione con una catastrofe che avvenne in una ditta- cotonificio di New York nel 1908 e che provocò la morte di morte donne, e per attualizzarla, per renderla qualcosa di più rispetto al mazzolino di mimosa venduto ai lati delle strade - vi lascio il link alla pagina di Wikipedia che ne parla approfonditamente. 

Ultimamente si parla molto di femminicidio, un parolone che in tanti urlano, qualcuno sussurra, che può avere tanti risvolti e contesti ma che porta sempre e comunque ad un unico risultato: la morte di una donna. La giornata della donna per me, ora, significa segnare sul calendario un giorno in cui provare rabbia, voglia di cambiare le cose, perché le donne, così come gli uomini, hanno il diritto di vivere la propria vita, di fare le proprie scelte, i propri errori, di incazzarsi e far incazzare senza dover temere per la propria salute. La mancanza di rispetto verso noi donne, il senso di possesso, di proprietà, la gelosia cieca, la violenza, sono sono alcuni fra le tante cause che portano a situazioni estreme, alcune tra le parole che dovrebbero far saltare campanelli d'allarme nella nostra testa, perché spesso in noi donne l'autoconservazione lascia spazio alla pietà, al senso materno e alla mania da crocerossina. Non manca il coraggio, ma è troppo fragile l'apparato istituzionale, legale e via dicendo che dovrebbe proteggerci e sostenerci. 
Nel mio piccolo vedo la giornata della donna come una sorta di giorno in cui posso drizzare la schiena e ricordarmi che è un mio diritto esigere rispetto, che quelli che non mi rispettano come donna e mi trattano come oggetto di bellezza, come cosa da guardare per provare piacere, da soppesare come una bestia al macello, sono dei grandissimi stronzi. Nasce in me quasi un senso di rivalsa verso le parole di scherno o di sfottò, verso tutte le volte che ti senti dire al lavoro che non sanno se assumerti perché prima o poi vorrai un figlio, verso tutti quelli che prima di parlare con una donna le guardano le tette, il sedere, e poi pensano seriamente al discorso che sta facendo. Credo che in un momento come questo una giornata per festeggiare la donna serva a farci ricordare i nostri diritti, a farci guardare allo specchio con fierezza perché siamo donne belle, perché lo siamo per noi stesse e non dobbiamo sottometterci a niente e nessuno. 
Noi come cittadine abbiamo il diritto di essere protette, di essere rappresentate e di lavorare senza discriminazione. Abbiamo anche il diritto a vivere, ad essere felici, tristi, incavolate o ridanciane, dovremmo poter andare in giro vestite e truccate come più ci piace perché non è giusto aver paura di essere molestate perché ostentiamo la nostra sicurezza. 
Noi abbiamo tanti doveri e altrettanti diritti, ma spesso il mondo che ci circonda, il contesto in cui viviamo e le persone con cui entriamo in contatto, cercano di toglierceli o di farceli dimenticare. 

Domani i cestini dell'umido saranno pieni di mimose e tutto lo schifo ritornerà fuori, ma almeno per una giornata ho avuto la possibilità di vedere galleggiare sprazzi di riflessioni sulle donne e su quello che devono, quotidianamente, sopportare. 

Un bacione, PFF

Commenti

  1. Condivido in pieno il tuo pensiero... A me questa giornata ha suscitato molta tristezza, anche perchè la discriminazione la devo sopportare ogni singolo giorno lavorativo... Un abbraccio :*

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Ciao ragazze! Vi chiederei di non spammare e di non mettere troppi link nei commenti... passerò a trovarvi comunque perchè sono molto molto molto curiosa :) Un bacione PFF

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